Varole
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Va’ (vai) a caà! (cacare), loc. Levati di torno. Ma va’ a caà!
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Va’ (vai) a ramà!, loc. Levati di torno. Ma va’ (vai) a ramà!
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Va’ (vai) a ramà controvento
(’osì ti va tutto ner
muso!) (quest’ultima parte è solo pensata), loc. Invito ad
andare a ramare cioè andare via, aggiungendovi il consiglio di farlo
controvento di modo che il rame gli vada tutto sul viso.
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Vacchetta
, s. f. Cuoio molto duro usato per scarpe da lavoro.
(Scarpe di vacchetta).
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Vadi, v. intr. (cong. pres.) Vada. La vacca è pregna, speriamo ’e vadi (vada) tutto bene!
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Vàdino, v. intr. (cong. pres.) Vadano. Se vogliano (vogliono) ’ndà (andare), vàdino.
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Vadi ’r mondo sur un fio! loc. Succeda quello che vuol succedere. Vadi ’r mondo sur un fio, ma io di ’ui, ’un mi movo!
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Vaglià, v. tr. Vagliare, non colpire un animale. L’ha’ vagliato!
Come se la rosata che fa la fucilata fosse un vaglio attraverso il quale
l’animale è passato.
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Vai, loc. Hai visto? Ni (gli) son piaciute le porpette, vai! Hanno spulizzito tutto!
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Vai liscio
, loc. Gioca una carta senza valore. (Nel gioco del
tressette.)
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Valea, v. tr. (ind. imperf.) Valeva. Me l’ha abbonato! Ha detto ’e tanto ’un l’avrebbe riscosso mai, e tanto valea lascià perde tutto.
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Valenza, s. f. Capacità di poter fare, utilità. Se lo metti in questa maniera ha valenza (funziona), sennò no!
Parola usata da Dante nel
Detto d’amore, versi 271, 272: “Per la sua gran valenza, Che s’io
avesse valenza”.
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Valiana
, lu. Valle sotto Mazzagamboli, in cima a Campolungo,
dalla quale si raggiunge Usigliano.
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La Valle di Menïìno
(Menichino), lu. Vallata a destra del
viale della Croce che arriva fino alla strada di Sottologhi.
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Valliferone
, lu. Località sopra le Prata passando dalla Cinquantina
o da Bocca Mariana. Cfr. Valdisonzi o Vallisonzi. Forse anche qui era
Valdiferone, e quindi bosco dal longobardo wald. Ferone ricorda il
latino ferox. Il significato potrebbe essere bosco selvaggio.
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Vallimosa
, lu. Valle che si trova sulla sinistra della strada che da
Crespina va verso Lari, con una fonte. Il nome denota la presenza
dell’acqua, infatti vi è una fonte (limo = fango liquido).
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Er (il) Vallin delle streghe
, lu. Località in cima a Campolungo
sulla sinistra.
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Var, v. intr. ind. pres. Vale. Bierebbe vedé se ne var la pena.
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Varderio
(Valderio), lu. Località all’inizio di Campolungo, sulla
sinistra subito all’inizio.
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Vardisonzi
(Valdisonzi), lu. Villa e parco sopra il campo
sportivo. La prima parte del nome è il longobardo wald bosco.
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Vater, vater crose (water closet), s. m. Tazza del gabinetto. Ero seduto sur vater quando mi sentii chiamà come se fosse rivato ’r (il) papa!
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Vedea
, vedeano
, vedeo
, v. tr. (ind. imperf.) Vedeva,
vedevano, vedevo. Parola usata dal Boccaccio nel Decamerone,
giornata I, novella II: “Ser Ciappelletto, che scioperato si vedea”.
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Vegeto, agg. Rigoglioso. (Riferito ad una pianta). Bello vegeto.
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Veleno de’(dei) biacchi
, Pianta erbacea molto comune (arum
maculatum).
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Vello, agg. dim. m. Quello. Bia (bisogna) stà attenti, perché quando s’ha a che fà con quella gente lì, di vella (quella) specie, ’un ci vor (vuole) gnente a ritrovassi con quattro palle ar culo!
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Vena variosa
(varicosa), s. f. + agg. Vena varicosa, cioè affetta
da varici.
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Venettina, s. f. Piccola vena. Ho battuto da quarche parte senza accorgimene, si dev’esse rotta ’na venettina, e ora ho la mano piena di sangue.
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Vèngano, v. intr. (ind. pres.) Vengono. Certo, se le ’ose (cose) vengano fatte ’osì (così), l’utilità der servizio va a fassi frigge!
- E
si va noi; loro hanno detto che ’un vengano!
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Vènghino, v. intr. (cong. pres.) Vengano. Se ’un ci credano, che venghino a vedé cosa si fa!
- Ma possibile che venghino fatti tre vorte
prima di ’ndà (andare) bene!
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Venìa, venìano, venìo, v. intr. ind. imperf. Veniva, venivano, venivo. Se venìa un po’ prima, era meglio.
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Venïi, v. intr. ind. imperf. Venivi. Se venïi un po’ prima, era meglio.
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Venì poo bello!, loc. Venire molto bello. O quella magnolia lì, da quando l’ ha’ potata te, è venuta poo bella!?
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Vense, v. intr. (pass. rem.) Venne. Ma possibile ’e buttino tutta la robbaccia nella strada! Ma lo sai, l’artro giorno ne vense uno; disse d’avé avuto l’autorizzazione della signora, ma ’nvece (invece) ’un era vero gnente!
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Ventolazione, s. f. Ventilazione. ’Un c’è punta (nessuna) ventolazione!
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Ventrina
, s. f. Malattia dei conigli che si manifesta con
l’ingrossamento del ventre.
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Vermuttino, s. m. Vermuth. Gnamo, vieni, si va a bé un vermuttino ar barre.
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Verrua
(verruca), s. f. Porro. La Verrua è una località sul Monte
Pisano che sembra un’escrescenza, un porro che si è formato sul
monte.
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Vespa terrina
, s. f. + agg. megachile centuncularis. Così
chiamata perché scava il nido sotto terra.
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Vetrino, agg. Che si rompe facilmente, come il vetro. Mi mà, cià la pelle vetrina nelle gambe, co’ (con) gnente si rompe!
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Via Fonda
, lu. Via incassata che dalla fine di via XXI Aprile,
scendendo, sulla destra, va verso la campagna. Lo stesso nome ha la
via Matteotti, nel primo tratto dal centro di Cenaia, essendo più bassa
del terreno soprastante.
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Er (il) Viale della Croce
, lu. Viale dal Poggio alla Croce.
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La Via nova
, lu. La strada dalla Piazza del Monumento fino in
Borgo La strada nuova in quanto costruita in tempi recenti al posto
della vecchia che passava sulla destra dell’abitato di Borgo venendo
dalla chiesa.
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Vïarèllo
(Vicarello), lu. Località nel Comune di Collesalvetti
sulla via per Livorno.
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Vicchio
, lu. Località sopra Campolungo; per estensione, i boschi
della zona.
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Vieni ’a t’arrizzo!
, loc. Vieni qua che ti aiuto a rimetterti in piedi.
Modo ironico di rivolgersi ad una persona che è caduta per terra!
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Vieto, agg. Non più buono a mangiare. Questa ciccia, è vieta!
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Questo rigatino è vieto, ’un va bene, buttalo via!
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Vìncito, agg. Detto di cibo vecchio, quasi andato a male. Sa di vìncito!
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Vinello, s. m. Bevanda fatta con acqua sulle vinacce rimaste dopo aver fatto il vino e quindi più leggera, che il contadino di solito produceva per suo consumo, mentre il vino lo vendeva. Quer vinello era propio bono! T’incitava!
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Viottolino, s. m. Piccolo sentiero nei campi. A forza d’andà nell’orto, ti ciò fatto ’r (il) viottolino!
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Viòttolo, s. m. Piccolo sentiero nei campi. A forza d’andà nell’orto, ti ciò fatto ’r (il) viòttolo!
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Vispo, agg. Energico e vitale, riferito a un bambino. È un bimbo vispo ’ome se ne vede poi
(pochi)!
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Vitamina
, s. f. Mangime sfarinato o in granuli per l’allevamento
dei polli o degli uccelli da richiamo.
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Vite, s. f. pl. Viti. A: Quale deo avvità?
B: Queste vite ’i
(qui)!
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Vo, v. intr. (ind. pres.) Vado. Me ne vo.
- Vo via
- A: ’N (in) du
(dove) vai?
B: Vo a pescà.
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Vo, v. intr. (ind. pres.) Voglio. Sbaglierò, ma lo fo (faccio) da me! ’Un (non) vo aiuti!
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Vo’, v. intr. (ind. pres.) Vuoi. Er bagno è cardo. Se vo’ ’ndà po’ ’ndà.
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Vòi, v. tr. (ind. pres.) Pensi, credi, vuoi. A: Ma lo sa ch’è morto?
B: Vòi ch’ ’un (non) lo sappia?
(= lo sa di sicuro) - Cosa vòi?
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Vole, v. tr. (ind. pres.) Vuole. Ne vole?
Er bagno è cardo. Se vole
’ndà po’ ’ndà.
Er bagno è cardo. Se vole ’ndà pole ’ndà.
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Voleo, v. tr. (ind. pres.) Volevo. Voleo sapé (sapere) cosa fa Leonardo sabato. Ho du’ (due) rientri da reuperà (recuperare), e se mai, sto a casa io!
In questo esempio la “c” di “a casa” non solo non
si elide, ma si raddoppia: “accasa”.
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Vo’ (vuoi) mette, loc. Immagina, metti a paragone. Vo’ mette se si facesse un ber capanno ’ome (come) sarebbe bello!
- Per me er
(il) kiwi ’un (non) è bono a gnente (niente)! Vo’ mette ’na bella pesca
matura: è tutta un’artra ’osa (cosa)!
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Vor, v. intr. (ind. pres.) Vuole. Questo vor dì, (= succede) a fà le ’ose (cose) a crai!
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Vorpaia
(Volpaia), lu. La zona a metà strada tra il quadrivio per
Siberia e le Quattro strade, sulla sinistra.
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La Vorpaina
(Volpaina), lu. La zona tra il quadrivio per Siberia
e le Quattro strade, sulla sinistra, dopo Volpaia, a contatto quasi con
la strada provinciale delle colline livornesi.
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Vorpone, s. m. Persona furba. Te si che se’ (sei) un (un) vorpone!
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Vorsuto, agg. Voluto. A: Ha’ vorsuto fà di testa tua? Bene!
B: Bene,
la gobba ti riviene, ti viene in fino all’occhi, in capo ciai pidocchi!
Cantilena in risposta a una persona che ti dice che è bene una brutta
cosa che ti è successa.
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Vorterra
(Volterra), lu. Cittadina del pisano ai confini
meridionali.
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Vorticciole (volticciole), s. f. pl. Piccole volte. Sono ’ndato giù a vedé. È tutto a vorticciole; ’un ci son problemi, ha retto bene.
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Votà (e) ’oglioni, loc. Perdere tempo, ammattire. O che io mi posso votà ’oglioni con questi stupiti!?